CITTA’ FRAGILE – La politica della rincorsa

a cura di Massimo Pollice

Ingegnere esperto di Ambiente ed Infrastrutture

Solo ieri veniva pubblicato l’articolo “Lungomare di Napoli, il crollo dell’Arco Borbonico è solo il primo segnale dell’incuria. Serve manutenzione per scongiurare altri danni” su questa stessa rubrica ed oggi viene comunicata, in pompa magna dalla Città Metropolitana di Napoli, la firma dell’”ACCORDO QUADRO relativo alla Manutenzione dei versanti, delle opere marittime e delle scogliere lungo la costa della Città Metropolitana” la cui finalità è quella (secondo la dichiarazione della stessa ex Provincia) di:

  • tamponare situazioni di maggiore o più immediata criticità; 
  • proporre soluzioni che non alterino nella sostanza lo stato dei luoghi soprattutto dal punto di vista paesaggistico ed ambientale; 
  • completare, riparare e/o integrare opere già esistenti; 
  • far fronte ad eventuali situazioni di somma urgenza con possibili ricadute in termini di pubblica e privata incolumità; 
  • operare su di un territorio il più vasto possibile; 
  • adattarsi al mutamento delle condizioni nel corso dei lavori, accogliendo e valutando nuove segnalazioni e conoscenze.” 

Occorre propedeuticamente una doverosa premessa, a seguito anche di un confronto con l’ex Presidente della Autorità Portuale, dott. Pietro Spirito, si è appreso che l’AP non era competente per la manutenzione dell’arco borbonico, pur avendo meritoriamente provveduto alla messa in sicurezza provvisoria. Tale  circostanza  risulta verificata  da approfondimenti, infatti l’Ente responsabile del bene sembrerebbe essere proprio la Città Metropolitana.

Questo Ente quindi provvede oggi, dopo che si sono avuti  ingenti danni a strutture pubbliche e private e dopo un crollo di un bene storico – architettonico, a dotarsi di un appaltatore con le capacità di intervenire su versanti, costoni ed opere marittime.

Sempre in pompa magna viene dichiarato:

“Per quanto concerne le opere a mare, lavori di ripascimento degli arenili, di salpamento di massi dislocati e ricomposizione delle scogliere emerse e soffolte, sostituzioni e integrazioni di pavimentazioni di banchine demaniali, di riempimento di sgrottature in mare. L’importo complessivo massimo per questa accordo è di euro 2.299.988 per una durata di tre anni…Uno dei principali obiettivi che ci siamo prefissati in Città Metropolitana dal mio insediamento – ha affermato il sindaco metropolitano Luigi de Magistris – è quello di contrastare il dissesto idrogeologico salvaguardando il territorio”

Orbene stiamo parlando di poco più di 750.000 euro all’anno per una costa di estensione pari a 225 Km, parametricamente si può affermare che il rifiorimento (manutenzione straordinaria) di una scogliera costa attorno dai 1250 € ai 2500 € per ogni metro lineare di scogliera a seconda delle caratteristiche dimensionali e morfologiche dell’opera.

Dobbiamo quindi complimentarci con l’Ente che in pompa magna si dota di uno strumento operativo per garantire la manutenzione di scogliere per una lunghezza che va dai 300 ai 600 metri di opera?

Personalmente consiglierei al Sindaco Metropolitano, presente e futuro,  di darsi da fare per trovare i fondi necessari per fare realmente la manutenzione delle opere di competenza dell’Ente e non di perdere tempo con inutili e roboanti annunci, certamente poco consoni alla pochezza di quanto finanziariamente impegnato.

 

 

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