Campania, crisi della nocciola: raccolti in ginocchio tra caldo e cimice asiatica

L’allarme arriva diretto dagli agricoltori: la produzione di nocciole in Campania, eccellenza riconosciuta a livello europeo, è crollata. L’inverno troppo mite, la siccità primaverile, le ondate di calore tra maggio e giugno e il proliferare della cimice asiatica hanno compromesso quantità e qualità del raccolto.

Secondo i dati diffusi dall’Associazione Ortofrutticoltori Associati (AOA), le rese sono al minimo storico. «Se non si interviene subito – denunciano i produttori – rischiamo di perdere competitività e di non poter più garantire gli standard qualitativi che hanno fatto grande la nocciola campana».

Gli agricoltori chiedono un piano di intervento immediato da parte della Regione: dal potenziamento della ricerca agronomica per contrastare i parassiti, all’adeguamento delle misure della nuova PAC, fino a strumenti concreti di sostegno economico per le aziende colpite.

Il settore, che vale centinaia di milioni di euro e impiega migliaia di famiglie, è uno dei pilastri del comparto agricolo campano, insieme a vino, olio e frutta. Una crisi prolungata metterebbe a rischio non solo l’economia locale, ma anche un marchio identitario del Made in Italy agroalimentare.

La Campania, che da sola produce oltre il 30% delle nocciole italiane, guarda ora a Bruxelles e al Governo nazionale per chiedere misure urgenti, nella speranza che l’emergenza di quest’anno non diventi la normalità dei prossimi.

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