La seconda edizione di CapriArt* – Arte come rivendicazione di genere

Torna ad accendersi l’arcobaleno su Villa Lysis, a Capri. La residenza, appartenuta al barone Fersen e diventata simbolo delle identità fluide, ha accolto l’opening della seconda edizione di CapriArt* – Arte come rivendicazione di genere e anche quest’anno il portico si è illuminato dei colori del rainbow.

 

Il festival dedicato al gender claim nella prima parte della programmazione (dedicata alla Francia e pensata come un’unica serata di cabaret sullo stile della musa Agnés Capri, protagonista della locandina in un ritratto di Jean Cocteau) ha ospitato sabato 10 settembre lo spettacolo sold out “L’erotismo del vivere”, poesie erotiche della 97enne francese Alice Mendelson lette e cantate dalla star della musica francese Catherine Ringer, accompagnata al pianoforte dal compositore Grégoire Hetzel.  Un tema ancora tabù come la sessualità delle donne in età avanzata ha trovato così la sua espressione.

“CapriArt* è un percorso culturale nato da un partenariato con la Città di Capri, a dimostrazione del fatto che la nostra non è soltanto l’isola della grandissima mondanità ma anche un territorio che esprime grandissima cultura e fa particolarmente piacere che l’edizione di quest’anno sia dedicata alle grandi donne, da sempre vitali per Capri”, così Marino Lembo, il sindaco di Capri che ha introdotto lo spettacolo di Catherine Ringer.

La sera precedente, venerdì 9 settembre, il direttore artistico del festival Mauro Gioia ha ribadito l’impegno di CapriArt* nella difesa dei diritti portando in scena il tema della mascolinità tossica. In un percorso musicale attraverso la canzone napoletana, con Giuseppe Burgarella al piano, Gioia ha tenuto una conferenza cantata dal titolo “Cantanti Alfa”.

Ora l’appuntamento è per il 1 ottobre con il quartetto francese Ombra Felice. Nella cornice del Centro caprense Ignazio Cerio, alle ore 19, continua il percorso di riscoperta di compositrici donne cancellate dalla storia della musica classica. Guidate da Béatrice Muthelet, viola, Dorian Gable, violino, Pauline Buet, violoncello e Anna Elsa Trémoulet, violino, eseguiranno un repertorio delle compositrici francesi del XIX secolo Germaine Tailleferre, unica donna a far parte del Gruppo dei Sei, Lili Boulanger, morta a soli 26 anni lasciò pagine di musica eccezionalmente matura, Hélène de Montgeroult, una delle più grandi pianiste della sua epoca con una carriera penalizzata dalle sue origini aristocratiche, Cécile Chaminade, prima compositrice a ricevere la Légion d’Honneur e Marie Jaëll, che più di tutte riuscì a imporsi. La causa delle donne in musica prende forma attraverso le loro note.

CapriArt* – Arte come rivendicazione di genere

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