Calenda e Bonino lanciano il “Fronte Repubblicano”. Ecco di cosa si tratta

di Francesco Caputi

 

Azione e +Europa lanciano il Fronte Repubblicano, il cui manifesto è stato presentato lunedì mattina alla sede dell’Associazione Stampa Estera. Presenti all’evento Carlo Calenda e Matteo Richetti (Azione), Emma Bonino, Riccardo Magi Benedetto della Vedova (+Europa).

In cosa consiste

Il progetto è articolato in 14 punti. Uno dei principali è ritornare ad avere Draghi premier. L’alleanza, ha spiegato Carlo Calenda alla Stampa estera a Roma, si basa “su contenuti non generici: parliamo di rigassificatori, termovalorizzatori, revisione del reddito di cittadinanza, che vuol dire anche salario minimo. Facciamo un’agenda – ha proseguito – un Patto Repubblicano aperto ai cittadini e aperto alle personalità’ politiche: chi ci vuole stare ci sta e noi siamo molto contenti”.

Più nello specifico, nel progetto presentato nella sede romana dell’Associazione Stampa Estera lunedì mattina, si legge, prima di tutto, la posizione in politica estera del Fronte Repubblicano: europeismo e atlantismo, sostegno alla difesa comune europea e superamento dell’unanimità al Consiglio europeo.

Altro tema rilevante del programma del Fronte è la riduzione del debito, limitazione della spesa in deficit, rigore di bilancio, niente sussidi a pioggia, rivedere il reddito di cittadinanza e il bonus 110% e investire soprattutto su istruzione e sanità.

Nel progetto si parla anche di razionalizzazione buona per destinare “ogni euro aggiuntivo di spesa pubblica a sanità e istruzione” e di lotta alla dispersione scolastica e all’analfabetismo funzionale.

Abbiamo poi anche una parte del progetto dedicata alle infrastrutture, energia e ambiente. La prima cosa da fare secondo il Fronte Repubblicano sono i due rigassificatori e termovalorizzatori.

Per quanto riguarda l’immigrazione, il progetto prevede “quote di ingresso, l’istituzione di un’agenzia per l’integrazione di immigrati e rifugiati, canali regolari di ingresso“, il sì allo Ius Scholae e il superamento del Regolamento di Dublino.

Nel punto 7, leggiamo il programma del Fronte Repubblicano sulla politica industriale e la concorrenza. L’alleanza tra Azione e +Europa è per le liberalizzazioni (in particolare nel settore dei taxi).

Meno tasse sul lavoro e di più sulle transazioni digitali. Contrasto ai salari bassi e introdurre “una legge sulla rappresentanza per cancellare i contratti pirata, stabilendo un salario minimo” ma è vietato un “irrigidimento dei contratti” e si pensa a una “commissione per la riconversione degli spazi urbani” coinvolti dai cambiamenti dello smart working.

L’ultimo punto del programma è la revisione del bicameralismo perfetto e delle competenze Stato-Regioni. Secondo il Fronte Repubblicano, bisognerà inoltre candidare solo persone con precedenti esperienze nel settore pubblico o privato.

I rapporti col PD

“Chi ci vuole stare ci sta e noi siamo molto contenti”. Queste le parole di Calenda, che quindi apre a chiunque voglia aderire al Fronte Repubblicano. Vi è però una condizione: il Fronte non accetterà la sinistra ambientalista (con la quale entrerebbe in contrasto su rigassificatori, termovalorizzatori ed energia nucleare). Quindi, in questo sembra sbarrare la strada alla sinistra “rosso-verde”.

Risulta al momento difficile e improbabile l’adesione del PD al Fronte Repubblicano. Secondo Calenda, infatti, “a oggi le condizioni non ci sono” per allearsi col PD, soprattutto per un motivo: “Se nella coalizione ci sono anche persone come Nicola Fratoianni o come Angelo Bonelli, che hanno marciato contro il rigassificatore di Piombino, di che parliamo?”. Questo perché, in questi giorni, il PD starebbe cercando di formare un raggruppamento elettorale in cui saranno presenti anche i Verdi, gli ex pentastellati, Articolo 1 e il partito del ministro della Salute Roberto Speranza. Insomma, i partiti alla sinistra del PD con i quali difficilmente Azione e +Europa, partiti di centro e liberali, potrebbero conciliarsi. Calenda ha anzi spiegato di non essere interessato “a un’ammucchiata” di partiti diversi senza punti in comune, il cui unico scopo sia contrastare la destra.

Anche Emma Bonino si dice critica verso gli interlocutori del PD, che arriverebbero, secondo la leader di +Europa, “all’inverosimile, fino all’estrema sinistra”. “Sta anche al PD aprire se vuole un’interlocuzione con noi, che noi auspichiamo con forza, però non è che mi posso presentare in sede del PD con un bazooka”, ha aggiunto la Bonino.

Altro punto di contrasto tra il Fronte Repubblicano e il PD potrebbe riguardare il presidente del Consiglio. Se, da un lato, Calenda vuole riportare Draghi a Palazzo Chigi, Letta si è dimostrato freddo su questa proposta: “Noi non siamo la destra che litiga su Palazzo Chigi e sugli incarichi prima ancora di fare le liste. Noi siamo impegnati a testa bassa a parlare agli italiani e ce la metteremo tutta per convincerli a scegliere la nostra proposta politica. Poi, in merito al giudizio su Mario Draghi, nessuno certo può avere dubbi su ciò che pensano Letta e il Pd sul suo profilo e la sua caratura. Ma non è un tema in agenda ora”, ha affermato il segretario del PD.

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