Draghi al G7: No al ritorno del populismo e dipendenza energetica dalla Russia

Il tetto al prezzo del petrolio russo domina l’agenda del G7 di Elmau. Il presidente del Consiglio Mario Draghi, intervenendo nella prima sessione, ha tenuto la linea che spinge da mesi anche a livello Ue: vanno evitati, ha ricordato secondo fonti italiane, che occorre evitare gli errori commessi dopo la crisi del 2008.

Le parole di Draghi al G7

La crisi energetica va disinnescata, anche per evitare un ritorno in forze del populismo (l’ottimo risultato conseguito dal Rassemblement National alle legislative francesi non è sfuggito a nessuno, in Europa). Gli strumenti ci sono, ha sottolineato: vanno mitigati i rincari dell’energia, compensate le famiglie e le imprese in difficoltà, tassati i profitti straordinari fatti dalle imprese.

Quando i prezzi dell’energia caleranno, bisognerà comunque evitare il ritorno alla dipendenza dai combustibili fossili russi: il legame energetico con Mosca va tagliato “per sempre”. E ha ripetuto che imporre un tetto al prezzo dei combustibili ha un obiettivo geopolitico, oltre che economico e sociale: ridurrebbe i finanziamenti a Mosca e contrasterebbe direttamente una delle cause principali dell’inflazione.

L’ex presidente della Bce, che è un economista di formazione, ha spiegato a Parigi, durante la ministeriale Ocse, che quella che l’Ue affronta adesso non è un’inflazione provocata dal surriscaldamento dell’economia, bensì un’inflazione importata, prodotta dai rincari dell’energia. Rincari che, essendo l’energia un bene di base, se non vengono domati rapidamente si espandono, come il gas appunto, negli altri settori dell’economia e portano a rincari generalizzati.

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