CITTA’ FRAGILE – L’ambientalismo a fasi alterne e le contraddizioni del governo, incentivi per il trasporto privato su gomma a scapito del trasporto ferroviario pubblico

Dalla rubrica Città fragile a cura di Massimo Pollice

Il caro energia sta colpendo tutto il Belpaese, non solo l’autotrasporto: privati cittadini, imprese, commercio ed ogni altra attività produttiva. Sono esclusi i grandi produttori e distributori di energia che, al contrario aumentano i profitti.

A fine febbraio dopo una durissima protesta degli autotrasportatori, il governo ha concesso interventi con un contributo economico di circa 80 milioni di euro, tutti in pratica destinati al trasporto su gomma.

Il recente decreto “milleproroghe” aveva mantenuto i sussidi all’autotrasporto, togliendoli solo alle imprese di trasporto ferroviario che utilizzano locomotori a diesel solo per il cosiddetto servizio residuale (nei porti, nei depositi ecc..) il tutto mentre dal governo si fanno annunci e si pubblicizza una politica esattamente opposta come quello di un fortissimo aumento in un imminente futuro del traffico merci su ferro.

È fortemente contraddittorio annunciare una spesa di 50 miliardi di euro per le ferrovie grazie al Pnrr (che ricorda tanto gli inefficienti investimenti a pioggia degli anni ’80) rilanciando annunciando uno spostamento del traffico merci su ferro, se le aziende di trasporto (escluse le FS) vengono colpite da provvedimenti discriminatori e fortemente penalizzanti il trasporto su ferro rispetto a quello su gomma. Già oggi la capacità ferroviaria di linee e scali è sottoutilizzata: se le si lascerà il tutto in mano alle sole società ferroviarie, già duramente provate dalla crisi energetica gli obiettivi, pomposamente e contraddittoriamente annunciati, non potranno mai essere raggiunti.

All’autotrasporto su gomma, nonostante il mantenimento di questo sconto sull’accisa del gasolio, vengono concessi ulteriori vantaggi competitivi sul già soccombente trasporto ferroviario.

Lo Stato che dovrebbe regolamentare il mercato e dirigerlo (per quanto possibile) verso le scelte maggiormente sostenibili ambientalmente e con una visione di lungo termine, da un lato fa annunci in linea con le politiche Europee e di sostenibilità ambientale e sociale, ma in pratica a conti fatti concede vantaggi competitivi al massimo concorrente del trasporto ferroviario: l’inquinatissimo trasporto merci su gomma.

Forse occorrerebbe fare come gli autotrasportatori, scendere tutti in piazza (autoferrotranvieri e ferrovieri, perché questo è il paese nel quale non si fanno le scelte a favore di chi è nel giusto, ma a favore di chi urla di più.

Massimo Pollice

Ingegnere esperto di Infrastrutture ed Ambiente

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