Crisi ucraina, preoccupazioni per le forniture di gas all’Europa in caso di conflitto. Gli USA contattano società energetiche internazionali

di Francesco Caputi

 

Gli Stati Uniti hanno contattato alcune società energetiche internazionali per rifornire l’Europa di gas naturale in caso di conflitto fra la Russia e l’Ucraina. A dare la notizia Reuters. L’Unione Europea, infatti, dipende dalla Russia per circa un terzo delle forniture di gas, che potrebbero essere interrotte da un eventuale conflitto e dalle sanzioni statunitensi.

Le compagnie contattate dagli USA hanno tuttavia risposto al governo statunitense che le forniture di gas globali sono scarse e che non basterebbero per sostituire quelle che l’Europa riceve dalla Russia.

In Ucraina ieri attacco hacker contro i siti del governo. Kiev accusa Mosca

Ieri, venerdì, una settantina di siti legati al governo ucraino sono stati messi fuori uso da un attacco informatico. Fra i siti attaccati anche il sito Diia, che gioca un ruolo molto importante nella gestione dell’emergenza pandemica e della campagna vaccinale.

Prima che smettessero di funzionare, sui siti colpiti era possibile leggere un messaggio scritto in ucraino, in russo e in polacco che recitava: “Ucraini! Tutti i vostri dati personali sono stati cancellati e sarà impossibile ripristinarli. Tutte le vostre informazioni personali sono diventate pubbliche. Abbiate paura e preparatevi al peggio. Questo è per il vostro passato, presente e futuro”.

Sconosciuti, al momento, gli autori dell’attacco, ma in Ucraina c’è già chi sospetta che si tratti della Russia. “È stata una prova generale prima della battaglia”, ha detto Ivan Bakanov, capo dei servizi segreti ucraini. “La Russia ha cercato di paralizzare il nostro sistema di controllo. La qualità delle infrastrutture digitali è sempre stata considerata uno degli elementi di attrattiva degli investitori stranieri. Se mettono in ginocchio la nostra economia, non avranno problemi a invaderci”. Oleg Nikolenko, portavoce del ministero degli affari esteri ucraino, su Twitter scrive inoltre che “il servizio di sicurezza ucraino ha ottenuto indizi preliminari che suggeriscono che gruppi di hacker associati ai servizi segreti russi potrebbero essere dietro il massiccio attacco informatico”.

In effetti, non sarebbe la prima volta che Mosca compie attacchi informatici contro Kiev. Già alle elezioni nazionali del 2014 si verificò un attacco hacker al sistema di voto, e, ancora, nel 2015 e nel 2016 vi furono due assalti alla rete elettrica. Infine, nel 2017, l’Ucraina subì uno degli attacchi informatici più gravi di sempre, con il virus NotPeya, che prese di mira le imprese ucraine. Il virus causò danni a livello globale di oltre 10 miliardi.

L’attacco inoltre arriva proprio il giorno dopo il vertice NATO-Russia a Bruxelles, conclusosi, come quello di Ginevra fra Stati Uniti e Russia, in un “muro contro muro”.

La condanna degli occidentali

Da Occidente arrivano condanne contro l’attacco. Jens Stoltenberg, segretario generale della NATO, ha affermato che “gli esperti informatici” dell’Alleanza atlantica “a Bruxelles hanno scambiato informazioni con le loro controparti ucraine sulle attuali attività informatiche dannose. Gli esperti alleati stanno anche sostenendo le autorità ucraine sul terreno. Nei prossimi giorni, la Nato e l’Ucraina firmeranno un accordo su una maggiore cooperazione informatica, compreso l’accesso ucraino alla piattaforma di condivisione delle informazioni sui malware della Nato. Il forte sostegno politico e pratico della Nato all’Ucraina continuerà”.

Sul caso si è espresso anche Josep Borrell, Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione Europea. “Mobiliteremo tutte le nostre risorse per aiutare l’Ucraina a far fronte a questi attacchi”, ha detto. “Purtroppo, ci aspettavamo che potesse accadere”. Sui possibili autori dell’attacco, Borell ha affermato: “Non posso indicare nessuno perché non ho prove, ma si può immaginare…”.

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