Amref: “Inviate più dosi in Africa, o il virus continuerà a mutare”

“Date i vaccini all’Africa, o il mondo non si salverà dal Covid”. “Questa è una pandemia globale. E siccome il mondo è interconnesso, nessuno può sentirsi al sicuro fino a che tutti non sono al sicuro. Non serve proibire i voli dal Sudafrica, come state facendo. Non serve sbarrare le porte e le finestre, perché comunque il virus troverà la sua strada. La strategia più efficace – oltre che la più etica – è assicurarsi che tutti siano vaccinati”. A dirlo Githinji Gitahi, direttore di Amref Health Africa e responsabile della nuova Commissione africana di risposta al Covid-19, in un’intervista a la Repubblica. In Africa, infatti, si sta verificando l’esplosione di nuove varianti, fra cui la variante Omicron, segnalata per la prima volta all’Oms dal Sudafrica il 24 novembre 2021.

“L’Africa – ha proseguito Gitahi – ha il 17% della popolazione mondiale, ma finora ha avuto accesso solo al 3% delle dosi di vaccino globali. Oggi al mondo si somministrano più terze dosi che prime dosi, ovvero le nazioni ricche stanno erogando più richiami di quante prime dosi siano erogate dalle nazioni povere. E questo è immorale”.

Il direttore di Amref Health Africa ha spiegato che le dosi per l’Africa sono aumentate, essendo state inviate 300 milioni di dosi, di cui la maggior parte è arrivata lo scorso mese. “Ma questo non basta”, ha affermato. “Si sta discutendo di aumentare la produzione per la fine del 2022, e sarà troppo tardi”.

In Africa, solo il 2,7% della popolazione è stato vaccinato con due dosi. In Europa, invece, il 47%, negli Stati Uniti il 51% e in Cina il 62%. Preoccupato da questa disparità di vaccinazioni anche Guglielmo Micucci, direttore di Amref Health Africa-Italia. “Se l’Africa rimane indietro sul fronte dei vaccini – ha detto – c’è il rischio che diventi più difficile controllare la trasmissione del virus e l’elevata possibilità che si sviluppino varianti in grado di compromettere l’efficacia dei vaccini. La comunità internazionale ha la responsabilità di affrontare queste disuguaglianze nella distribuzione, nella produzione, che generano povertà in salute. Dobbiamo formare il più in fretta possibile migliaia di operatori sanitari, affinché siano in grado di rassicurare la popolazione e abbattere l’esitazione vaccinale, gestire e amministrare le scorte di vaccini, somministrare le dosi in sicurezza”.

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