IO SINDACO? – Intervista a Alessandra Clemente(GUARDA IL VIDEO)

Io sindaco? Programma web di Sudcomunicazioni in 4 puntate con i candidati sindaco di Napoli a cura di Rossana Russo, con Ottavio Lucarelli e le domande delle firme della politica dei principali Quotidiani cittadini:  Simona Brandolini (Il Corriere del Mezzogiorno), Mario Pepe (Il Roma), Luigi Roano (Il Mattino) e Concita Sannino (Repubblica).

Puntata con Alessandra Clemente

“Rendere la città pulita”

“La prima (cosa che farò, ndr) – ha esordito la candidata sindaco di Napoli Alessandra Clemente – è il potenziamento della città di Napoli, una cosa concreta e immediata che corrisponde a una criticità che io vedo in questi mesi. Voglio rendere la città pulita e lo farò attraverso un piano di potenziamento della nostra ASIA, perché credo nella bellezza della città”.

“Sento la spinta dei giovani e delle persone perbene”

“Sento un grande incoraggiamento, soprattutto nei confronti delle persone che sono sfiduciate nella politica, e che stanno premiando la presenza, la vicinanza, e soprattutto l’essere una persona che non ha una macchia nel suo percorso e che ha dimostrato negli anni di esserci e oggi si presenta come sindaco a seguito di una bella palestra amministrativa, una vera e propria gavetta. Quindi, non soltanto sento la spinta dei giovani, sento anche molto forte la spinta molto forte delle persone perbene e pulite della città e la spinta di chi fa in questa città”.

“Il mio più grande punto di forza è l’esperienza con Luigi de Magistris”

“Queste due domande – ha detto la Clemente, rispondendo alle domande di Luigi Roano del Mattino e di Mario Pepe del Roma sull’esperienza della candidata sindaco nell’amministrazione di de Magistris e sul perché i napoletani dovrebbero votarla – mi danno la grande opportunità di spiegare alle napoletane e ai napoletani cosa farei io. Sicuramente quello che oggi io faccio è mettere a disposizione soprattutto la grande esperienza che in questi anni ho avuto possibilità di realizzare dentro Palazzo san Giacomo. Conoscere la macchina amministrativa non è un qualcosa che si impara in pochi mesi, così come conoscere il territorio della città di Napoli, le tante associazioni, le tante realtà imprenditoriali, professionali, produttive della città. Quindi, credo che questo sia sicuramente il mio più grande punto di forza: essere una persona preparata e consapevole grazie al fatto di essere già stata una consigliera comunale all’interno delle istituzioni, nell’ambito dell’esperienza di Luigi de Magistris. Ciò che credo che conti per le cittadine napoletane e i napoletani e l’umiltà e la grande voglia che mi porta a voler fare molto di più e molto meglio. Ho la responsabilità, infatti, di non ripetere gli errori di altri, ma anche di essere all’altezza delle cose importanti e positive che sono fatte. Oggi mi presento con la mia esperienza e con la mia sensibilità, e non soltanto in rappresentanza di una squadra nuova che oggi ha scelto di sostenere la mia candidatura, ma anche di una opzione che ha saputo fare delle differenze rispetto al passato. Basti pensare alle oltre 35 figure istituzionali tra consiglieri e anche assessori che oggi si candidano per esempio con Gaetano Manfredi”.

“Gli anni che sono alle nostre spalle sono stati anni di assenza di investimento nelle pubbliche amministrazioni – ha risposto Alessandra Clemente a una domanda su cosa cercherebbe di migliorare per quanto riguarda la polizia municipale, ripensando alla sua esperienza da assessore alla polizia municipale – Ciò che non è andato bene è che abbiamo avuto pochi agenti di polizia locale, pochi giardinieri, pochi assistenti sociali. Adesso noi invece siamo alle porte di un cambiamento epocale. Stanno infatti per arrivare delle risorse che da decenni non si vedono per i comuni del Sud, comuni che hanno visto soltanto tagli dalle politiche nazionali, all’insegna anche di princìpi come l’autonomia differenziata, ai quali non soltanto io dico ‘no’, ma soprattutto dico che dobbiamo fare di più per le città del Sud. E quindi, ciò che mi è chiaro, grazie a questi anni di esperienza, che il mio compito, come sindaco sarà quello di rendere la città più forte, soprattutto dal punto di vista dei servizi alle persone, e quindi abbiamo già preparato un piano di assunzioni entro il mese di dicembre, che non è uno spot elettorale, ma che è un qualcosa di concreto che realizzeremo grazie ai 227 milioni del Recovery Plan, perché se in questi anni è stato importante avviare dei servizi come la rimozione dei carri attrezzi o acquistare le radio per gli agenti della polizia locale, ciò che manca è dare vita a un grande impiego di queste figure all’interno della macchina amministrativa attraverso dei concorsi pubblici, di qualità, di trasparenza. Credo che lo stesso valga per i giovani – ha proseguito la Clemente – Tanto è stato fatto, penso alla realizzazione di università a Scampia, a San Giovanni, la facoltà di medicina, la facoltà di agraria, e quindi finalmente un investimento sulla città di Napoli come grande polo del sapere, ma che di pari passo deve anche ora diventare una città dove la mobilità sia amica. Ed è per questo che nel programma è centrale per me il trasporto pubblico. Pensate che nel 2011 l’ANM aveva 400 milioni di euro di debito. Adesso, invece, dopo anni di lavoro per salvare l’azienda, senza licenziare un lavoratore c’è il primo bilancio chiuso in attivo di 40 milioni. Vuol dire che ora finalmente possiamo puntare non soltanto a completare l’anello della metropolitana, e quindi avere delle metro con i tempi di attesa in 4 minuti, ma anche e soprattutto avere un trasporto pubblico notturno, avere dei servizi di qualità per una movida sostenibile. Oggi le idee sono chiare proprio perché ci sono stati questi anni di impegno e di consapevolezza, e credo che per un ruolo così importante come essere sindaco di questa città sia importante presentarsi anche a seguito di una gavetta, soprattutto per garantire insieme alla squadra di fare ciò che è giusto ed esclusivamente le cose migliori nell’interesse delle napoletane e dei napoletani”.

“Richiederò una concreta collaborazione fra le istituzioni”

“Amministrare soprattutto durante il Covid è stata una delle esperienze di vita umanamente più difficili – ha detto la candidata sindaco, rispondendo a due domande di Simona Brandolini del Corriere del Mezzogiorno e di Concita Sannino de la Repubblica su quali errori dell’amministrazione de Magistris non ripeterebbe – Sono orgogliosa però della forza che abbiamo dimostrato e mi sarebbe piaciuta una maggiore sinergia da parte delle istituzioni. Invece tante volte eravamo in prefettura e abbiamo ricevuto da delle dirette del presidente della Regione Campania le notizie di cose che poi sono impattate nelle paure delle persone. Quindi, la prima cosa che farò non appena diventerò sindaco sarà quella di richiedere che ci sia una concreta collaborazione fra tutte le istituzioni, perché noi dobbiamo essere le istituzioni di tutti, e credo che questo sia non soltanto il punto di forza in quanto donna, ma che sia soprattutto la capacità di chi mette la città di Napoli prima di se stessi. E allora il mio compito come sindaco sarà quello di fare in modo che dal governo centrale arrivino a Napoli le risorse in modo adeguato. Non meno risorse rispetto alle altre città del nord, e questo sta già avvenendo, per esempio se penso ai fondi del Recovery Plan. E gli errori dai quali si deve sempre imparare fanno parte non soltanto del mio percorso, ma anche di ciò che una persona deve fare nella vita, ovvero metterci sempre la faccia e soprattutto essere consapevoli che soltanto lavorando insieme e quindi il mio invito è quello ad una pagina di progresso della città di Napoli”.

Manutenzione stradale

“Il mio piano per la manutenzione stradale è molto sostanzioso – ha detto Alessandra Clemente – Abbiamo immaginato un rifacimento di tutte le strade e le infrastrutture della città in tutti i quartieri, ma soprattutto manutenzione come parola d’ordine e destinare delle risorse precise per la manutenzione che forse mancavano dagli anni 1920, ad esempio la costruzione della Galleria Vittoria, e dagli anni ’70 non si interveniva per le vie di Posillipo, e invece questo avverrà davvero a breve grazie a questa pianificazione. E poi la mia innovazione come sindaco moderno è quella dei lavori di notte. Questo credo sia il senso di un andare verso il futuro, che restituisce alla città di essere forte”.

Donne e infanzia

“Tante volte le donne non vengono valorizzate e non vengono riconosciute come meritano nei contesti lavorativi e nella politica. Le donne sono protagoniste, infatti, nella mia sfida politica, e infatti anche nelle liste della coalizione non abbiamo quote rosa, o donne in accoppiata di uomini che si presumono più forti, ma abbiamo competenze, talento, merito”.

Bisogna “portare la nostra città in alto”, ha proseguito la candidata sindaco. Bisogna “affrontare, mettendoci le mani dentro, il tema del riscatto dalla parola Camorra dei nostri quartieri. Questo l’ho pianificato attraverso un programma molto completo, che si chiama ‘anagrafe del rischio e adozione sociale’, ovvero un piano dell’infanzia molto forte: realizzare asili nido in tutti i quartieri della città. Erano 36, adesso sono 76 gli asili nido. Io punto in modo a fare in modo che per ogni bambino e bambina di questa città ci sia un nido, e questo significa lavorare con le famiglie in quei contesti di cultura di malavita dove è davvero fondamentale prendersi cura di quelle bambine e bambini perché sono di tutti, sono gli occhi del futuro della città di Napoli. Questo attraverso un servizio di inclusione, di educazione, scuola e formazione forte diventa non soltanto un auspicio, ma un qualcosa di concreto”.

“Importante la progettazione europea”

“Dopo la Iervolino, il parco di progetti del Comune di Napoli era inesistente – ha risposto Alessandra Clemente a una domanda su quali siano stati gli ostacoli a molti obiettivi della candidata durante la precedente amministrazione – così come la credibilità della città di Napoli era inesistente. Rifiuti al primo piano dei nostri palazzi e una delle più grandi guerre civili di Camorra, come la faida di Scampia, con 100 morti. Oggi invece è tornato l’orgoglio: siamo orgogliosi di essere napoletani. Napoli è prima per cultura e turismo e soprattutto per sfide inesistenti, come la raccolta differenziata, che non esisteva, adesso è arrivata al 36%. L’azienda del trasporto pubblico aveva 400 milioni di debito e ora chiude con un attivo di 40 milioni. Ai tempi di Bassolino il numero di dipendenti del Comune di Napoli era 21mila, cinque anni fa erano 10mila, oggi sono 4.600, perché c’è stato il blocco del turn-over. Tante situazioni quindi e tanti limiti, e tante e troppe volte si sono fatti dei miracoli. Questo grazie però soltanto ad una visione: in primo luogo, la parola ‘etica’, e quindi una classe politica che usa tutte le risorse pubbliche, e che, se non riesce a fare qualcosa, non è perché spreca le risorse pubbliche, ma perché ingiustamente queste risorse non ci sono per le cittadine e i cittadini, non voglio dire soltanto napoletani, perché è un comune su tre al Sud che vive in una condizione così critica. Ed è per questo che oggi per me la soluzione è contrastare il principio dell’autonomia differenziata e pretendere che ci siano dei livelli minimi essenziali di spesa pubblica, uguali tra il nord e il sud del Paese, e soprattutto la progettazione europea, i fondi europei, con i quali abbracciare delle sfide per me fondamentali, come la digitalizzazione, e sbloccare tutti quei processi di sviluppo”.

Finanze del Comune: “Occorre una gestione senza sprechi”

“E’ fondamentale – ha detto la Clemente, rispondendo a una domanda del presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli sulla necessità di rimettere in sesto le finanze del Comune – non soltanto questa grande sfida sulle risorse, ma anche nel quotidiano mettere a reddito e realizzare il patrimonio immobiliare; con la digitalizzazione, mettere in campo una resa di forza di pagine importanti come la discussione; andare a curare la riscossione. Questa è sicuramente una sfida: abbiamo bisogno da un lato di un provvedimento nazionale, e io non passo accettare, da cittadina campana, di avere meno diritti di una cittadina lombarda, ma occorre una gestione dell’ordinario senza sprechi e su questo la chiusura dell’ultimo bilancio con 150 milioni di riduzione del disavanzo sono un grande segno positivo che non può far altro che migliorare grazie all’esperienza acquisita e grazie anche a una nuova sensibilità rispetto alla spesa pubblica, che nel passato veniva affondata come un pozzo senza fondo”.

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