Nasce l’AUKUS, il nuovo patto militare anti-cinese nell’area del Pacifico. Critiche da Cina e Francia

di Francesco Caputi

 

Nasce l’AUKUS, il nuovo patto militare anti-cinese fra Australia, Regno Unito e Stati Uniti. Ad annunciare la creazione di questa nuova alleanza il presidente americano Joe Biden, durante un evento virtuale al quale hanno partecipato anche il primo ministro britannico Boris Johnson e il primo ministro australiano Scott Morrison. Lo scopo dell’AUKUS sarà quello di “difendersi contro minacce in rapida evoluzione”, ha affermato Biden, facendo un implicito riferimento alla Cina.

L’alleanza nasce in risposta alle crescenti tensioni fra Australia e Cina negli ultimi anni: il governo australiano ha più volte criticato la Cina per le continue invasioni nel Mar cinese meridionale, zona fondamentale per la navigazione australiana e in cui vi sono numerose dispute territoriali fra la Cina e altri Paesi, in particolare Taiwan, alleato degli Stati Uniti, considerato da Pechino come una “provincia ribelle”. Le relazioni fra la Cina e l’Australia sono peggiorate moltissimo con l’inizio della pandemia, quando il primo ministro australiano Scott Morrison chiese di aprire un’indagine sull’origine del virus. Inoltre, nel maggio del 2020, la Cina ha imposto tariffe doganali dell’80,5% sull’orzo australiano e, nel novembre dello stesso anno, ha aggiunto tassazioni del 200% sul vino australiano.

Condivisione tecnologica e sottomarini nucleari

Secondo quanto prevede l’AUKUS, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna condivideranno con l’Australia la tecnologia necessaria per la costruzione di sottomarini nucleari, molto più agili rispetto a quelli tradizionali. Biden ha precisato però che i sottomarini non disporranno di armamenti nucleari, ma saranno “alimentati da reattori nucleari”. L’AUKUS prevede anche la condivisione di informazioni riguardanti l’intelligenza artificiale, la cybersicurezza e i computer quantistici.

L’ambasciata cinese negli USA: “Il patto danneggerà la pace”

“Estremamente irresponsabile”: questo il commento di Pechino sul nuovo patto militare. Gli Stati Uniti, il Regno Unito e la Gran Bretagna, ha dichiarato l’ambasciata cinese a Washington, “dovrebbero scuotersi di dosso la loro mentalità da Guerra Fredda e il pregiudizio ideologico”.

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian ha affermato che “la cooperazione tra Stati Uniti, Gran Bretagna e Australia sui sottomarini nucleari mina seriamente la pace e la stabilità regionale, intensifica la corsa agli armamenti e mina gli sforzi internazionali di non proliferazione nucleare”.

La Francia: “Deplorevole”

Reazione negativa anche dalla Francia: la decisione dell’Australia di costruire sottomarini nucleari in una nuova partnership con Stati Uniti e Regno Unito è stata definita “deplorevole” dal ministero degli Esteri francese. “Si tratta di una decisione contraria alla lettera e allo spirito della cooperazione che ha prevalso tra Francia e Australia – si legge in una nota – La scelta americana, che porta a rimuovere un alleato e un partner europeo come la Francia da una partnership di lunga data con l’Australia, mentre ci troviamo di fronte a sfide senza precedenti nella regione indo-pacifica, segna una mancanza di coerenza di cui la Francia non può che rammaricarsi”.

Il patto militare fra Australia, Stati Uniti e Regno Unito comporta infatti la rescissione di un contratto da 66 miliardi di dollari firmato sei anni fa per la fornitura di sottomarini convenzionali.

La Francia ha accusato gli Stati Uniti di aver escluso “un alleato e partner europeo come la Francia da un’alleanza strutturale con l’Australia”. Questa decisione “rafforza la necessità di portare in primo piano la questione dell’autonomia strategica europea”, si legge nel comunicato. Un’affermazione che ricorda quella di Macron, che, nel novembre del 2019, durante un’intervista all’Economist, definì la NATO “cerebralmente morta”. Inoltre, nel novembre del 2020, Macron, intervistato dalla rivista online “Le Grand Continent”, aveva affermato che “è insostenbile” che la politica internazionale europea “dipenda da loro (ndr, gli Stati Uniti) o che segua le loro orme”. “Sono i nostri alleati storici – aveva detto il presidente francese – abbiamo a cuore come loro la libertà e i diritti umani, abbiamo dei legami profondi, ma abbiamo, per esempio, una preferenza per l’uguaglianza che non c’è negli Stati Uniti d’America. I nostri valori non sono esattamente gli stessi. Abbiamo un attaccamento alla socialdemocrazia, a una maggiore uguaglianza, e le nostre reazioni non sono le stesse. Credo anche che da noi la cultura sia più importante, molto di più. Infine, siamo proiettati in un altro immaginario, legato all’Africa, al Vicino e Medio Oriente, e abbiamo un’altra geografia, che può disallineare i nostri interessi. La nostra politica di vicinato con l’Africa, con il Vicino e Medio Oriente, con la Russia, non è una politica di vicinato per gli Stati Uniti d’America”. Il nuovo progetto francese sembra essere quindi quello di un’Europa sovrana e indipendente rispetto alla politica internazionale statunitense, di un’Europa dotata addirittura di un “vero esercito europeo”, secondo quanto dichiarato da Macron durante un’intervista a Europe 1.

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