Vaccini: i più favorevoli sono i giovani. Inutile tentare di convincere i No-Vax

di Francesco Caputi

 

Inutile tentare di convincere i No-Vax duri e puri, quelli che Massimo Recalcati ha definito “no-Vax ideologici”: ovvero, quelli che credono ciecamente alle teorie del complotto su “Big Pharma”, sui “poteri forti che vogliono renderci schiavi” e così via. Inutile insistere con queste persone, perché alla base delle loro convinzioni vi sono solamente paranoie complottistiche (tutto sarebbe un complotto, dalla politica alla storia) e negazione della realtà. Proporre a un complottista la lettura di un articolo o di un libro nella speranza che egli ridimensioni il proprio fanatismo cospirazionista o che addirittura decida di abbandonarlo completamente non porterà a niente: il complottista continuerà a dire che l’articolo o il libro sono stati realizzati dagli stessi “poteri forti”. Coloro che credono nelle teorie del complotto sono irrazionali (e spesso anche spaventati da eventi di cui non riescono a capire le cause), ed è impossibile discutere con chi non usa la ragione per argomentare, ma solo preconcetti e slogan imparati a memoria. Come afferma il filosofo Umberto Galimberti: “Il negazionismo è una forma di pazzia e con i pazzi è difficile dialogare. Il suo modo di procedere nel ragionamento è da folle, è negare la realtà”. Qui si sta parlando di No-Vax, ma l’impossibilità di convincere un complottista vale anche per altre categorie, quali i terrapiattisti, i negazionisti dell’Olocausto, gli estremisti antisemiti e così via.

Fra i giovani, tuttavia, il fanatismo anti-vaccinista è quasi inesistente. Il 23 luglio, in Puglia, si è registrato un aumento dell’84% di persone che si sono prenotate per ricevere la dose di vaccino, e, secondo quanto ha affermato Vito Montanaro direttore del dipartimento Salute della Regione, la maggior parte di queste persone è costituita da giovani “tra i 12 e i 30” anni.

Boom di prenotazioni anche in Lazio e in Toscana, e anche questa volta moltissimi fra coloro che hanno richiesto la dose di vaccino sono giovani. Secondo un sondaggio della Statale di Milano, i No-Vax sono solo il 5% e sono concentrati nella fascia d’età tra i 25 e i 54 anni. La probabile spiegazione a questo boom di prenotazioni fra i giovani è la voglia di ritorno alla socializzazione e alla normalità.

Secondo uno studio polacco, meglio cercare di convincere i dubbiosi che insistere sui No-Vax

Uno studio condotto dalla Jagiellonian University di Cracovia e dalla SWPS University of Social Sciences and Humanities di Wroclaw mostra che nei No-Vax predominano forti preconcetti nei confronti del vaccino. La maggior parte degli anti-vaccinisti, come si è evinto dalle informazioni raccolte durante un convegno No-Vax, argomenta le proprie tesi in maniera incerta e vaga, e, nonostante ritengano che i vaccini causino autismo, allergie e altri effetti collaterali, affermano spesso di non ricordare le fonti di queste informazioni. “Questi atteggiamenti possono dipendere dal bias di conferma – spiega Katarzyna Stasiuk, autrice dello studio e guida del team di ricerca – che si verifica quando un individuo cerca attivamente informazioni coerenti con la propria ipotesi preesistente ed evita informazioni indicative di spiegazioni alternative”. “Quindi, un preesistente atteggiamento negativo verso i vaccini potrebbe indurre questi individui ad interpretare sintomi negativi come conseguenza dei vaccini”.

Diverso è invece l’atteggiamento di coloro che hanno solo dei dubbi nei confronti del vaccino. Queste persone, pur credendo nell’efficacia dei vaccini, rischiano di diventare No-Vax, se esposte ad argomentazioni anti-vacciniste ben preparate. Per questo motivo, il team ritiene che siano soprattutto queste persone che devono essere convinte e sulle quali bisogna lavorare per rinforzare un atteggiamento positivo verso il vaccino.

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