CITTA’ FRAGILE – Fuorigrotta e la savana urbana

Dalla rubrica Città fragile

a cura di Massimo Pollice

Quanto scempio sotto gli occhi di tutti! Basta un giro per la città in auto o in moto o anche a piedi, per rendersene conto. Ma, come promesso ai lettori di questa rubrica, esaminiamo quartiere per quartiere e partiamo da Fuorigrotta.

Il degrado e l’incuria delle aiuole diventa emergenza, sia per motivi igienico-sanitari connessi alla putrefazione dei residui organici ed al proliferare di insetti e blatte, sia per motivi di sicurezza connessi al possibile autoinnesco di incendi con le temperature in aumento.

Ora vogliamo anche comprendere il  delicato periodo delle elezioni in Calabria (vedi candidatura del sindaco di Napoli de Magistris a presidente della Regione Calabria), che vede tutti  molto occupati in altre faccende, ma resta il fatto che a pagarne le spese a Napoli sono i cittadini, e non solo in termini di convivenza civile nei luoghi all’aperto oggi ancora più importanti che in qualsiasi altro periodo, causa pandemia,  ma è il cittadino che paga mettendo  mano al portafogli,   tenendo presente che  le tasse che si pagano a Napoli sono le  più alte d’Italia. Dunque il cittadino napoletano ha diritto a servizi adeguati.

E poi c’è un altro punto, se il governo ha programmato una addizionale Irpef per fare fronte al mare di debiti lasciati da questa amministrazione, se  i servizi sono quelli della gestione della manutenzione del verde, dove sono finiti i soldi spesi generando debiti?

In una spesa corrente improbabile, nella assunzione degli Lsu? Orbene le tasse locali per legge sono dovute per finanziare i servizi comuni, i Comuni esistono per gestire i servizi comuni, non per l’assistenzialismo o per dare in comodato immobili pubblici ai centri sociali.

Il sindaco è il sindaco di tutti, “tutti”  appunto ma sempre nelle priorità che definisce la legge.

Abbiamo forse dimenticato lo spirito delle suddivisioni amministrative e perso di vista lo scopo di ogni singola tassa? La domanda sorge spontanea a chi amministra  questa città.

Veniamo alle tasse IMU e TASI, alcune lettori che ci hanno scritto, vorrebbero sapere quanto e come sono stati spesi i soldi derivanti dalle tasse dei cittadini.

Quanto  si è incassato da IMU e TASI negli scorsi anni e come si è speso questo tesoretto e,  se usati per scopi differenti dalla manutenzione stradale e del verde, perché ed in che misura.

Ogni napoletano che paga le tasse, compreso chi scrive, vorrebbe che quel tributo  venisse utilizzato per  la manutenzione del verde, e magari sarebbe opportuno vedere ogni tanto qualche giardiniere (comunale o privato in appalto) che taglia e cura l’erba nelle aiuole.

Allo stesso modo quando il cittadino paga  una tassa per la manutenzione stradale gradirebbe  vedere qualcuno che le strade le ripristina.

E che lo faccia con  soldi comunali e non europei, come invece  sta facendo per il lungomare,  e soprattutto non riempiendo sola la buca con pietrisco ed asfalto come fa oggi Napoli Servizi.

PS ai lettori: Inviate le vostre foto e segnalazioni a quotidianolasud@gmail.com con oggetto CITTA’ FRAGILE, e #cittàfragile segue per voi!

Massimo Pollice

Ingegnere esperto di Infrastrutture ed Ambiente

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