CITTA’ FRAGILE – Il lungomare negato e gli studi fantasma

Dalla rubrica CITTA’ FRAGILE a cura di Massimo Pollice

È stato aggiudicato l’appalto per la realizzazione dell’area pedonale sul “lungomare libbberato” (le tre b sono volute) ad una Ati composta dallo Studio Discetti e da Tecno in.

Orbene sul web è in corso una profonda discussione su quanto previsto a progetto: pietra pugliese e siciliana che snaturerebbe l’identità dei luoghi.

Personalmente sono molto favorevole all’utilizzo dei materiali locali ed alla valorizzazione delle specificità che ci caratterizzano culturalmente, anche a costo di abnegare l’utilizzo di alcuni materiali se non disponibili di origine locale (vedi pietra vulcanica vesuviana ormai introvabile).

Eppure tale discussione appare fuorviante; in primo luogo vanno valutate le scelte di programmazione.

Ritengo che la sola galleria della Vittoria non possa essere la arteria di collegamento tra due zone della città per il volume di traffico presente.

Non è pensabile, in assenza di vie alternative, creare una ZTL sul lungomare. Da non tralasciare un dettaglio:  in caso di nuova chiusura della galleria quale via di transito per le auto  si userebbe se il lungomare resta l’unica alternativa. Quindi altro che lungomare liberato!

Oggi dopo la chiusura della galleria il lungomare è stato riaperto, parzialmente e temporaneamente, ma  in caso di nuova chiusura della stessa, dopo tali lavori che renderebbero definitiva e non reversibile la pedonalizzazione del lungomare, come farebbero i cittadini a spostarsi in auto?

Nelle città rette da giunte efficienti, ove la mobilità dei cittadini è una delle priorità dell’Amministrazione, tali scelte vanno supportate da appositi studi di traffico, sin dal momento dello studio di fattibilità, alla base delle scelte della Giunta.

Non vi è traccia sulle fonti aperte, che dovrebbero essere quelle a cui accedono tutti  quanto meno per la garanzia di trasparenza, non vi è nessuna traccia dello studio di fattibilità né dello  studio di traffico.

Sarebbe opportuno che un’Amministrazione corretta ed efficiente rendesse pubblici e facilmente reperibili tali documentazioni al fine di mostrare ai cittadini come le sue scelte siano studiate e ponderate come dovrebbe essere.

Uno studio di traffico, che parte dalle rilevazioni del traffico veicolare esistente, analizza gli scenari di chiusura di strade e di riapertura delle stesse, rendendo evidenti limiti e vantaggi delle scelte.

Chiederei all’Amministrazione di pubblicare tali documenti, in assenza dei quali ogni scelta dell’Amministrazione non sarebbe che strumentale, ideologica e non basata su evidenze tecniche.

Sperando che l’Amministrazione abbia tali studi nelsuo “archivio” e che  la loro non reperibilità sia solo una “dimenticanza” e non già una carenza, si attende fiduciosi di essere messi in condizioni di fare una analisi corretta delle scelte dell’Amministrazione.

 

Massimo Pollice

Ingegnere esperto di Infrastrutture ed Ambiente

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