CITTA’ FRAGILE – Verde pubblico distrutto, viabilità precaria e il Ghibellin fuggiasco

a cura di Massimo Pollice
Ingegnere esperto di Ambiente ed Infrastrutture

Appaiono da giorni articoli sulla stampa e sul web relativi a dichiarazioni del Sindaco Luigi de Magistris sui suoi programmi per la Calabria, nel caso (ritengo molto improbabile) di sua elezione.
In tali articoli e dichiarazioni, tra le altre cose, inneggia alla difesa del patrimonio naturalistico calabrese e difende, a spada tratta, il patrimonio boschivo e naturalistico della Calabria.
Orbene personalmente spero che, nell’improbabile (per fortuna) caso, in cui venga eletto in Calabria, tale difesa avvenga con maggiore perizia di quanto mostrato a Napoli, ove risulta ormai distrutto tutto, o quasi, il verde pubblico cittadino, si vedano ad esempio i pini posillipini, praticamente estinti nel corso delle due sindacature del candidato presidente.
Manca la voce del Sindaco sull’affidamento ai privati della villa comunale, principale polmone verde della città.
Ma il sindaco non ha tempo, è spesso in Calabria a prodigarsi in incontri politici incentrati sulle tematiche del lavoro e della immigrazione, tanto che sorge il dubbio che abbia qualche problema ad occuparsi del compito istituzionale che ha ancora a Napoli e per il quale percepisce tuttora compenso.
Fosse è stato esiliato come Dante da Firenze? Come nel Medioevo, il Sommo Poeta fu esiliato dalla sua città a causa delle guerre intestine tra le varie fazioni cittadine.
Forse il Sindaco è stato esiliato dalla nostra città per effetto delle guerre tra le fazioni cittadine? Lui che si è schierato con contestatori, rivoluzionari, esponenti dei centri sociali e lanciatori di sacchetti?.
È normale avere una arteria fondamentale per la città come il tunnel della Vittoria chiuso o monumenti che crollano sul lungomare e vedere interminabili storie di rimpasti e di assessori provenienti da centri sociali e dalle fila degli LSU (alcuni forse anche indagati per detenzione di esplosivi)?
Il tutto mentre i cittadini onesti che pagano le tasse vedono i loro denari spesi in mille rivoli di assistenzialismo puro, senza avere il giusto ritorno di quanto pagato in servizi.
Però ci sono assessori e presidenti di municipalità che fanno parte di collettivi che occupano immobili pubblici ed inneggiano e manifestano a favore di coloro che, nella migliore delle ipotesi, sono indagati per resistenza a pubblico ufficiale ed assessori ed esponenti politici che hanno lanciato o sono contigui a chi ha lanciato sacchetti di spazzatura ad altre cariche dello Stato.
Questo odio sociale montato, dando credito alla parte peggiore della città, agli infimi (non per reddito ma per espressioni violente ed aggressive) è una delle maggiori cause del declino della città.
Perché il presente e il futuro di Napoli risultano drammaticamente in declino? Perché la città è destinata ancora a lotte intestine? Dante lo chiedeva, per Firenze, al dannato Ciacco, che gli rispondeva:

“Giusti son due, e non vi sono intesi;
superbia, invidia e avarizia sono
le tre faville c’hanno i cuori accesi”
(Inferno, VI, vv.73-75)

Forse il Sindaco porrà, scappando da Napoli, domande simili a qualche suo novello assessore.
Ma se paragoniamo De Magistris al “Ghibellin fuggiasco” chi sarà, tra i suoi, il novello Ciacco che la storia ci ricorda essere un parassita che a Firenze veniva invitato ai banchetti per allietare i commensali con le sue facezie?

Massimo Pollice
Ingegnere esperto di Ambiente ed Infrastrutture

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