Congo, ucciso il procuratore che indagava sulla morte dell’ambasciatore Attanasio

di Francesco Caputi

 

E’ stato ucciso in un’imboscata il procuratore che indagava sulla morte dell’ambasciatore Luca Attanasio, del carabiniere di scorta Vittorio Iacovacci e dell’autista Mustafa Malimbo, uccisi in un agguato il 22 febbraio. A rendere nota la notizia è stato Geopolitical Center, gruppo di analisi strategica, militare, politica ed economica indipendente basato in Italia.

Secondo quanto riferiscono i media locali, William Hassani, il procuratore che si stava occupando delle indagini, sarebbe stato ucciso sulla RN2 (la stessa strada percorsa dall’ambasciatore Attanasio) mentre “stava tornando da una riunione” tenutasi a Goma “nell’ambito dell’inchiesta sulla sicurezza dell’area e in particolare sull’omicidio dell’ambasciatore italiano e dei suoi due accompagnatori”. A compiere l’agguato, secondo una nota delle forze armate congolesi, sarebbero stati i militari ribelli del 3416esimo reggimento “che stavano vessando la popolazione innalzando barricate lungo la strada per razziare i villaggi indisturbati”. I soldati ribelli, vedendo il convoglio, hanno aperto il fuoco, uccidendo il procuratore e ferendo alcuni militari della sua scorta.

Il viaggio a Koma dell’ambasciatore Attanasio, Kinshasa sapeva. Smentita la versione del governo congolese

Alla notizia della morte dell’ambasciatore italiano, il governo congolese si era subito chiamato fuori, sostenendo di non esser stato al corrente del viaggio a Goma di Attanasio. La versione del governo congolese è stata smentita da un documento dell’ambasciata italiana a Kinshasa.

E’ emerso che, in realtà, già il 15 febbraio il ministero degli esteri congolese era stato messo al corrente del viaggio a Goma dell’ambasciatore italiano. Tuttavia, il ministero degli esteri congolese alcuni giorni fa ha stilato un altro documento nel quale si legge che Attanasio avrebbe “comunicato a voce” al capo del protocollo congolese la decisione di non intraprendere più il viaggio per Goma. Secondo questa nuova versione del governo congolese, quindi, la morte di Attanasio sarebbe stata accolta con “stupore” dalle autorità di Kinshasa, che attendevano la nota che avrebbe dovuto formalizzare la cancellazione del viaggio. Potrebbe trattarsi di un altro tentativo del governo congolese di chiamarsi fuori dalla questione riguardante la responsabilità della protezione dell’ambasciatore.

La moglie di Attanasio: “Qualcuno lo ha venduto e lo ha tradito”

Inquietano le parole della moglie dell’ambasciatore Attanasio, Zakia Seddiki. “Qualcuno che conosceva i suoi spostamenti ha parlato, lo ha venduto e lo ha tradito”, ha detto alcuni giorni fa in un’intervista al Messaggero.

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