CITTA’ FRAGILE – La fine del tunnel

a cura di Massimo Pollice

Ingegnere esperto di Ambiente ed Infrastrutture

Sono trascorsi ormai quasi sei mesi dalla chiusura al traffico della Galleria della Vittoria, con conseguenti disagi   legati alla indisponibilità di una arteria fondamentale al traffico cittadino e nulla di nuovo è all’orizzonte.

La problematica appare tragicomica da un punto di vista tecnico per differenti motivazioni:

  • Evidente carenza di manutenzione della infrastruttura;
  • trascuratezza amministrativa;
  • incapacità nella elaborazione delle soluzioni tecniche.

In merito al primo aspetto occorre ricordare che nella corrente normativa ogni opera dovrebbe essere dotata di un piano di manutenzione, secondo quanto previsto dal DPR 207/2010 all’art. 38.

La declaratoria di Legge è la seguente: “Il piano di manutenzione è il documento complementare al progetto esecutivo che prevede, pianifica e programma, tenendo conto degli elaborati progettuali esecutivi effettivamente realizzati, l’attività di manutenzione dell’intervento al fine di mantenerne nel tempo la funzionalità, le caratteristiche di qualità, l’efficienza ed il valore economico.”

Ora pur essendo vero che la realizzazione dell’opera risale a tempi ormai remoti, è altrettanto vero che per un’opera di fondamentale importanza, sarebbe stato opportuno, da un punto di vista ingegneristico, procedere a dotarsi di tale strumento al fine di portare avanti la cosiddetta “manutenzione predittiva”.

In pratica, effettuando con continuità le operazioni, i saggi e le indagini previste dal piano si dovrebbe riuscire a conoscere preventivamente le operazioni a farsi sull’opera, al fine di evitare quello che è accaduto: la crisi e la chiusura della infrastruttura.

Nel corso della infinita ed oscura querelle si è appreso che, non solo il Comune non ha a disposizione il piano di manutenzione, ma non trova neanche il progetto esecutivo dell’epoca, ossia ignora le caratteristiche costruttive di un’opera fondamentale per la mobilità cittadina.

Personalmente da ingegnere avrei ritenuto utile stimolare gli uffici a dotarsi di questo strumento per gestire le infrastrutture della città al posto di perdere energie in rimpasti di giunta.

In merito alle infrastrutture cittadine, non sarebbe male informare i cittadini sul come si effettua la manutenzione almeno delle opere più importanti, poiché eseguire la manutenzione predittiva, oltre ad essere un elemento di tutela della sicurezza pubblica, costituisce un importante elemento di trasparenza amministrativa e di programmazione.

Dal punto di vista amministrativo, gli interventi che scongiurano la chiusura di un’opera così importante, per lavori nei limiti di € 200.000 sono eseguibili, secondo le norme correnti, utilizzando il disposto dell’articolo 163 del D.lgs. 50/2017, “lavori in somma urgenza”, senza l’utilizzo di macchinose procedure di gara, e saltando lunghe procedure autorizzative. In definitiva, se nel corso della manutenzione predittiva si verifica l’esigenza urgente di manutenzione, si interviene, di norma, con tale disposto di Legge evitando l’aggravarsi di costi ed evitando che le opere necessarie divengano con il tempo più costose e con tempi di realizzazione lunghi ed incerti.

Il progetto presentato è stato inoltre bocciato dai tecnici della Procura di Napoli che ha negato il dissequestro dell’opera, perché ritenuto parziale senza garantire la sicurezza.

Ora la domanda sorge spontanea, come è possibile che la terza città del paese sia dotata di uffici tecnici che non riescono a presentare un progetto approvabile per un’opera così importante?

Sembrerebbe che il progetto presentato consti nella semplice sostituzione delle lastre i cui agganci risultano ammalorati (a seguito di indagini eseguite con la piccozza battendo le lastre stesse) senza neanche individuare l’origine delle infiltrazioni che hanno causato l’ammaloramento.

Orbene, se tale situazione risultasse confermata, sarebbe molto grave che nel terzo millennio la terza città d’Italia presenti un progetto con indagini carenti e manuali, quando oggi sono a disposizione scansioni laser delle superfici, termografie e georadar per studiare un’opera.

Inoltre, tra le proposte del Comune, non figura alcuna ipotesi di utilizzo della galleria con l’ausilio di opere provvisionali come ponteggi, che consentirebbero di eseguire il lavoro “in esercizio” garantendo il traffico veicolare durante l’esecuzione dei lavori.

A mio avviso sarebbe utile la pubblicazione degli atti tecnici ed amministrativi al fine di spiegare ai cittadini, perché mancano i progetti in archivio, perché negli ultimi anni non ci si è dotati di un piano di manutenzione, quali interventi di manutenzione predittiva e programmata (e non su urgenza) sono stati effettuati, e quali indagini sono state messe in campo, il tutto al fine di consentire a tutti di valutare la qualità della spesa e della sicurezza che garantisce l’Ente Comune di Napoli.

 

Commenti

  1. Francesco Russo 26 Febbraio 2021
  2. massimo pollice 26 Febbraio 2021

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