Il ritorno della movida italiana. L’ira dei governatori e dei sindaci. Zaia: “Faremo uno spot per scoraggiare gli assembramenti”

di Francesco Caputi

 

In Italia, da quando è iniziata la Fase 2, sembra che sia ritornata la movida. Il 18 maggio avevano iniziato a circolare foto e video degli assembramenti sui Navigli di Milano, ma, dopo il severo rimprovero del sindaco Sala, il quale inoltre inviò sul posto rinforzi di vigili, la situazione era presto tornata sotto controllo.

Casi del genere tuttavia non si sono verificati solo a Milano, ma anche a Palermo, dove si sono formati assembramenti alla Vucciria, storico mercato della città che conta decine di pub e locali. Molte persone alla Vucciria non solo non rispettavano la distanza di sicurezza, ma erano anche privi di mascherine protettive. Sul caso si è espresso il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il quale ha detto che “bisogna finirla di fare passeggiate inutili tutti nella stessa strada” e ha avvertito che, nel caso in cui si continuino a formare altri assembramenti, sarà costretto a “chiudere altre zone”. Assembramenti anche a Bologna, in via Petroni, e ancora una volta pochissime le persone con le mascherine. Insomma, un po’ dappertutto sembra che si sia tornati alla normalità.

Nella notte tra lunedì e martedì, a Padova, si è verificato l’ennesimo caso: ragazzi (quasi tutti senza mascherina) che festeggiavano con euforia la fine del lockdown, alcuni di loro si arrampicavano sui muri. Sul posto sono intervenute due pattuglie della polizia locale di Padova e i carabinieri del Radiomobile della Compagnia di Padova. Quando sono arrivati, i militari sono stati insultati da un ragazzo di 23 anni, che ha anche schiaffeggiato uno dei carabinieri. Il ragazzo è stato arrestato per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Sul caso si è espresso furioso il governatore Zaia. “Persone con il cocktail in mano e senza mascherina, questo è senso del rispetto civico che è pari a zero. Un amico mi ha mandato foto di un sacco di gente. Gli ho risposto: ‘Li aspetteremo davanti alle porte dell’ospedale’ ”, ha affermato il governatore. All’Adnkronos Zaia ha detto: “La mia è una via di mezzo tra rabbia e incomprensione del fatto che ci siano persone che davanti a 1.820 morti non si rendono conto di cosa sia accaduto”. Il presidente della Regione Veneto è inoltre adirato nei confronti di chi vive l’obbligo di indossare la mascherina “come un atto di coercizione, di imposizione. Penso – spiega Zaia – che sia un problema di una cultura strisciante per cui ogni regola nasconde dietro sé un grande fratello, ma finiamola con i complottisti e i terrapiattisti, il Paese non può crescere con questa mentalità”. Tuttavia, niente misure repressive per obbligare la gente ad indossare la mascherina. “Sarebbe un fallimento obbligare le persone all’uso della mascherina. Non siamo in uno Stato di polizia”, ha detto il governatore. Alla repressione Zaia preferisce la realizzazione di “uno spot che dà una dimensione cosa vuol dire andare agli happy hour trasgredendo le regole. Mi giungono miriadi di messaggi e video di violazioni, inviati per il 90% da giovani che mi chiedono di far qualcosa. Credo ancora nel dialogo, ho fatto l’obiettore di coscienza per cui sono contro le manette e uno stato di polizia. Nessuno vieta gli spritz, non sono contro gli happy hour, ma faccio un appello di evitare gli assembramenti e di portare le mascherine fino al 2 giugno”.

Si è detto “preoccupato” da questo ritorno immediato della movida il presidente dell’Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro, secondo cui “il nuovo decreto ha dato una sensazione di ‘liberi tutti’ ”. Una cattiva interpretazione del nuovo decreto che rischia di far “chiudere di nuovo i locali, con il danno anche economico che questo porterebbe”. Tuttavia, come ha detto anche Zaia, niente misure repressive. “Mettete a disposizione dei clienti, insieme al cocktail che servite loro, una mascherina – ha detto il presidente dell’Anci -. E’ illusorio pensare che possa essere esercitato un controllo da parte delle forze dell’ordine per ogni cittadino. Siamo in una nuova fase, c’è una maggiore libertà di movimento. La mascherina e il distanziamento sono le uniche difese dal contagio che ci permetteranno di evitare un nuovo più doloroso e pericoloso lockdown”, ha aggiunto.

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