Nozze Tony Colombo e vedova boss, 8 indagati

Sono almeno otto le persone indagate per il concerto-flash mod andato in scena lo scorso 25 marzo in piazza del Plebiscito a napoli, e tra queste il fratello del sindaco De Magistris, Claudio, imprenditore del settore spettacolo. Tre giorni prima del matrimonio, che scatenò polemiche per il corteo che paralizzò il traffico, creò scalpore l’evento che l’entourage di Tony Colombo, artista nato a Palermo, riuscì a organizzare grazie alle autorizzazioni “superficiali” ottenute dagli agenti dell’Unità Operativa della polizia municipale di Chiaia, montando persino un piccolo palco. Così dal flash mob si passò all’esibizione canora, con casse acustiche e luci. Nelle scorse ore i carabinieri del Comando Provinciale di napoli, coordinati dalla Procura partenopea, hanno sequestrato a palazzo San Giacomo gli atti relativi all’evento.

Claudio de Magistris, deve rispondere di concorso in abuso d’ufficio. Coinvolti due ufficiali della polizia Municipale (il capitano dell’Unità operativa di Chiaia Sabina Pagnano e Giovanni D’Ambrosio), i tre vigili urbani di pattuglia quella sera, una staffista della segreteria del sindaco e una dipendente comunale. Tony Colombo lo scorso marzo aveva sposato Tina Rispoli, vedova di Gaetano Marino, ritenuto elemento di vertice degli scissionisti di Scampia e ucciso mentre passeggiava nel lungomare di Terracina il 23 agosto di sette anni fa, sono convolati a giuste nozze con una festa nell’hotel del ‘boss delle cerimonie’ che prometteva red carpet ai fan della coppia sui social e in tv, accompagnati da un lungo corteo di auto dal quartiere di Secondigliano, quello stesso in cui c’è la casa discografica di Colombo presa di mira in un raid armato, legato per gli investigatori proprio alla relazione sentimentale con la vedova di ‘Moncherino’ Marino. “In questa vicenda surreale sono estraneo e danneggiato. È una vicenda paradossale”.

Questa la reazione del sindaco di napoli, Luigi de Magistris, all’indagine della procura sul concerto non autorizzato in piazza Plebiscito. “Sono convinto – continua il sindaco – che gli indagati evidenzieranno la correttezza del loro operato a dimostrazione della trasparenza e della legalita con cui il Comune ha sempre lavorato in questi otto anni. Non parlerò più di Colombo e dintorni per non dare risalto mediatico a chi intende buttare fango anche sulla mia persona, come questa squallida storia ha già dimostrato”.

 

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