Salerno, scoperta una frode fiscale per 210 mln di euro. Vendevano carburante senza versare iva

Carburante venduto per oltre 210 milioni di euro senza versare l’Iva. E’ la frode fiscale scoperta dalla Guardia di finanza di Salerno nell’ambito di indagini coordinate dalla procura di Napoli. I baschi verdi stanno eseguendo 5 misure cautelari personali e il sequestro preventivo di beni per oltre 48 milioni di euro, con perquisizioni domiciliari e locali nei confronti di indagati.

Acquisti senza Iva

Acquistavano da societa’ petrolifere dichiarando di essere esportatori abituali con le dichiarazioni di intento e, cosi’, gli acquisti avvenivano senza Iva. Con le accuse, a vario titolo, di dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, di omessa dichiarazione, di emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, di occultamento o distruzione di documenti contabili, i finanzieri della compagnia di Scafati hanno notificato la misura che dispone i domiciliari ai fratelli napoletani Mario e Roberto Murolo, a Giuseppe Savino, residente a Volla, nel Napoletano, a Luigi Borriello, di San Giorgio a Cremano, e ad Alberto Masullo.

19 indagati

Gli indagati, in tutto, sono 19, tra cui due titolari di distributori di carburanti dell’agro sarnese nocerino. Secondo l’impianto accusatorio della procura partenopea, Masullo sarebbe l’ideatore del meccanismo evasivo di frode, messo su grazie “alla vasta e riconosciuta esperienza nello specifico settore”, sostiene la Guardia di Finanza, e al “ruolo di primissimo piano ricoperto, durante le indagini, in una nota compagnia petrolifera, tanto da essere ritenuto uno dei migliori responsabili commerciali di prodotti petroliferi in tutto il Sud Italia”.

Il meccanismo della società cartiera

Per gli inquirenti, i soggetti destinatari dalla misura cautelare avrebbero costituito una serie di societa’ ‘cartiera’ che, accreditandosi come “esportatori abituali” e presentando ai fornitori “lettere d’intento”, sarebbero riusciti a legittimarsi come acquirenti senza l’addebito dell’Iva.

Il gip, infatti, ha emesso anche un provvedimento di sequestro preventivo per equivalente dei beni riconducibili agli indagati, alle 14 societa’ coinvolte nella presunta frode per un totale di oltre 48 milioni di euro, corrispondenti all’importo dell’Iva che sarebbe stata evasa in quattro anni. L’indagine, denominata ‘Carpas Diem’ (dal nome di una delle societa’ ‘cartiere’ coinvolte), e’ stata avviata dalla procura di Nocera Inferiore e poi trasferita a Napoli per competenza, dopo le verifiche fiscali svolte d’iniziativa nei confronti di due societa’.

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