Migranti, sequestrati due centri d’accoglienza nel beneventano (GUARDA IL VIDEO)

di VALENTINA TRIFILETTI

Sulla questione migranti continua a soffiare un vento di polemica. E’ di poche ore fa la notizia della chiusura di due centri d’accoglienza per richiedenti asilo a Benevento e Durazzano. Le strutture sono state sequestrate in via preventiva dalla Procura della Repubblica per carenze igienico sanitarie e documenti falsi che ne consentivano l’agibilità.

Secondo le indagini, coordinate dai pubblici ministeri Aldo Policastro e dall’aggiunto Giovanni Conzo, i due centri ospitavano 41 migranti già destinati ad altre strutture.

I centri d’accoglienza migranti nel beneventano erano entrati da tempo nel turbinio delle polemiche ed erano già sotto la lente di ingrandimento della Procura. E’ di qualche mese fa, infatti, la provocatoria decisione del sindaco di Vitulano di sbarrare, con una montagna di terra, l’unica strada di accesso a un agriturismo adibito a centro per l’immigrazione per impedire l’arrivo di altri profughi sul territorio. Questo perché, a detta del sindaco Scarinzi, le strutture non erano agibili e la concentrazione di migranti sul territorio era eccessiva.

Il sequestro delle strutture avviene all’indomani della polemica sollevata dal procuratore di Catania Carmelo Zuccaro a proposito dei presunti legami tra le Ong e i trafficanti di vite umane. Il procuratore ha dichiarato che vi siano state delle conversazioni dirette, in lingua araba, tra soggetti che stanno sulla terraferma in Libia ed esponenti delle Ong che dichiarano di essere lì pronti a recuperare i migranti. Zuccaro dice che “è giusto che un magistrato parli con gli atti giudiziari ma adesso – sostiene il pm – ho il preciso dovere di denunciare un gravissimo fenomeno, criminale, per arginare il quale la politica deve intervenire tempestivamente”.

Queste dichiarazioni hanno scatenato le reazioni, a tratti dure, della politica. Dal vice presidente della camera Luigi Di Maio che ha dichiarato che “le organizzazioni non governative devono seguire i protocolli di ingaggio. Voglio salvare le vite nel Mediterraneo – ha detto – ma non stimolare l’esodo”.

Il guardasigilli Andrea Orlando ha dichiarato, invece, che “non bisogna generalizzare ma bisogna fare le indagini”.

Così la vicenda è finita al Csm. Il vicepresidente Giovanni Legnini è stato interpellato sulla questione e dice di voler sottoporre il caso all’esame del comitato di presidenza alla prima seduta utile fissata per mercoledì 3 maggio. Legnini ricorda tuttavia che “spetta al ministro della giustizia e al procuratore generale della Cassazione valutare se sussistono o meno i presupposti per l’esercizio dell’azione disciplinare“.

 

 

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